Don Giovanni Lanfranco

Un prete diocesano: contemplativo ed eremita, per vocazione; viceparroco, padre spirituale ed esorcista, per obbedienza (1926-2012)

di Giuseppe Tuninetti (ed.)

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Informazioni

  • Isbn: 9788874029099

    Prezzo di copertina: € 17,00

    Stato: In catalogo, disponibile

    Anno:

  • Pagine: 256

    Contenuti: illustrazioni in bianco e nero

    Rilegatura: brossurato

     

Autore

Don Giovanni Lanfranco

Un prete diocesano: contemplativo ed eremita, per vocazione; viceparroco, padre spirituale ed esorcista, per obbedienza (1926-2012)

di Giuseppe Tuninetti (ed.)

Questo volume è nato dall’affetto riconoscente di alcuni “figli spirituali” di don Giovanni Lanfranco, che hanno sentito il bisogno o accolto l’invito a mettere per iscritto, a breve distanza dalla sua morte, ricordi significativi del loro padre spirituale, per farne emergere un abbozzo del suo non comune profilo spirituale-pastorale. A comporne il mosaico hanno contribuito tutte le componenti del Popolo di Dio: vescovi, preti, un prossimo diacono permanente, suore, laici e laiche, due coppie di sposi.
L’appellativo che ha accompagnato la figura di don Lanfranco è quello di padre spirituale: prima dei chierici nel Seminario Maggiore di Rivoli (1954-1974); ministero (con quello di confessore) proseguito ufficialmente fino al 1980 nel Seminario, tornato a Torino, e continuato di fatto sino alla fine del secolo scorso, poi, con il rientro a Savigliano, soltanto rivolto ai preti, ai laici e ai consacrati, fino agli ultimi giorni della sua esistenza terrena, conclusasi il 2 luglio 2012.
Da queste pagine emerge una sorpresa: se don Lanfranco fu padre spirituale per obbedienza all’arcivescovo Fossati dal 1954, fu soprattutto e prima ancora un contemplativo e un eremita per vocazione – ossia un uomo di preghiera, anzi un “uomo fatto preghiera” –, vocazione confermata ufficialmente nel 1972 dall’arcivescovo Pellegrino, al quale aveva chiesto il mandato di essere “prete diocesano eremita”. Dall’amore assoluto e incondizionato, come eremita, per il suo Signore, scaturì una dedizione totale e senza riserve (anche durante la dolorosa malattia) al ministero presbiterale della direzione spirituale, della confessione e dell’esorcismo, sentendosi sempre, a pieno titolo, prete diocesano della Chiesa di Torino.

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